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Muller Thurgau

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Redazione
Redazione
giugno24/ 2015

I vini che oggi presentiamo sono ottenuti da un vitigno aromatico, il Muller Thurgau, diffuso in Germania, Francia, Austria, Ungheria, e Italia. Nel nostro paese è coltivato prevalentemente nel nord, Lombardia, Friuli e Trentino Alto Adige, ma trova condizioni particolarmente favorevoli per il suo “allevamento” anche in Sicilia.

Il Thurgau è un vitigno aromatico a bacca bianca che possiede una data di nascita ben precisa, è il 1882 infatti, quando un ricercatore svizzero, il Dottor Herman Müller, nato nel paese di Thurgau, incrocia due vitigni, il Riesling ed il Madaleine Royal, tramite impollinazione floreale,( contrariamente a quanto si è creduto per anni, non si trattava dell’incrocio tra Riesling e Sylvaner) dando così origine ad un nuovo vitigno fertile e dalle notevoli qualità aromatiche che snoccioleremo successivamente. Il perchè della “creazione” di questo vitigno va ricercato nel fatto che alla fine dell’ottocento, la viticoltura europea fu messa in ginocchio da un trittico micidiale: Oidio, peronospora e fillossera. Per questo motivo si cercò di ottenere artificialmente dei vitigni resistenti ai vari fattori, e proprio Muller ottenne questo risultato con il vitigno che si intitolò. Nei primi decenni del XX secolo comincia a diffondersi anche in Italia dove  trova la sua espressione  migliore, in Trentino Alto Adige, in virtù dei terreni poveri, ma ricchi di porfido che donano mineralità al prodotto finale, e di un gradiente termico decisamente molto elevato. Viene coltivato in diverse zone della regione, tutte però con un’ottima insolazione e con climi piuttosto freschi.

I due vini che degusteremo sono due Muller Thurgau in purezza, uno del produttore Franz Haas, l’altro di Erste-Neue. Franz Haas ci propone un vino da uve allevate a pergola e guyot, che dopo una breve macerazione per l’estrazione delle note aromatiche, subiscono un diraspamento e una soffice pressatura. Successivamente il mosto fermenta per un periodo di una settimana a temperatura controllata, prima di sostare quindi per circa 5 mesi in vasche di acciaio per poi esser imbottigliato. Il vino si presenta giallo paglierino, la nota aromatica è molto evidente ed all’olfatto si fanno notare i sentori di frutta matura e fiori gialli. In bocca ed al palato risulta caldo e decisamente rotondo, con una discreta acidità e sapidità, grazie alle sue note aromatiche la sua persistenza è notevole. Ci ha stupito all’apertura della bottiglia la presenza di anidride carbonica residua, probabilmente derivante da una fermentazione malo-lattica non ancora completamente svolta, cosa questa che ci fa dire che solo tra poche settimane questo vino avrà raggiunto la piena maturazione. La temperatura di servizio che il produttore consiglia è di 12-14°C, ma ritengo che una temperatura più bassa di un paio di gradi sia l’ideale. Nel complesso, un buon vino, caratteristico e decisamente strutturato, che proprio a causa della fermentazione malo-lattica dimostra un’età maggiore di quella che effettivamente ha. E’ un vino morbido ed equilibrato da pasteggio leggero, dal pesce a formaggi sapidi locali, che maschera bene i suoi 12%. Per quanto riguarda invece il Muller Thurgau della cantina Erste-Neue, già nel bicchiere si possono osservare le prime differenze. Il colore infatti risulta giallo verdolino, e l’aroma che sprigione è l’esatta corrispondenza delle valli in cui ha origine: molto fresco, erbaceo e minerale, con accenni di frutta acerba, su tutte la mela verde. Notevole anche la nota di fiori bianchi. In questo vino l’aromaticità è meno evidente, ma comunque caratterizzante e persistente. Il perchè di questa persistenza è da ricercarsi nel fatto che il vino dopo una prima fermentazione in atmosfera controllata, viene fatto affinare sulle fecce fini (lieviti).  La freschezza prosegue ad accompagnare il gusto, assieme ad una sapidità spiccata e piacevole.

Gli abbinamenti possibili per questo ottimo vino sono molteplici e vanno dagli antipasti locali ,alle carni bianche ai formaggi erborinati. Per quanto riguarda il pesce risulta essere un vino da tutto pasto. Per quanto più alcolico (12,5%), la degustazione partirà dal muller erste-neue, perchè l’altro, l’haas, risulta  più persistente e strutturato dal punto di vista aromatico e quindi rischierebbe di “coprire” il vino successivo. Nota di colore: paradossalmente la vista ci farebbe pensare al Muller di Haas come più maturo ma non lo è per i motivi enunciati prima.

Riccardo Roselli

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